Il tuo sportello con l’Europa
finanziamenti

I Fondi Europei!

La nuova programmazione dei fondi europei per il periodo 2014/2020 prevede fondi e programmi a gestione diretta dell’Unione Europea e delle sue agenzie ovvero:

  • HORIZON 2020 per la ricerca e l’innovazione (70 miliardi di Euro)
  • COSME per la competitività e lo sviluppo delle imprese
  • ERASMUS PLUS per l’Istruzione di base, secondaria ed universitaria, Formazione ed Educazione degli adulti, Istruzione e Formazione professionale, Gioventù e Sport
  • LIFE per l’ambiente
  • Europa per i Cittadini per gemellaggi tra città, etc.
  • Europa Creativa per la cultura

PROSEGUI ALL'INTERNO

IDROELETTRICO, UN RUOLO STRATEGICO VERSO L’UNIONE DELL’ENERGIA

  Alcuni stralci del mio intervento al meeting di ieri con ingegneri, esperti, docenti universitari e aziende del settore a Padova sul tema dell’energia idroelettrica   Nonostante l’oggettiva rilevanza sui mercati reali, l’idroelettrico rimane materia opaca in ambito europeo, e ciò a detrimento dei paesi leader nel settore: dunque noi in primis, ma anche la … Continua a leggere IDROELETTRICO, UN RUOLO STRATEGICO VERSO L’UNIONE DELL’ENERGIA

Newsletter Eurodeputati PD: speciale Plenaria di Strasburgo

A questo link puoi trovare l’ultimo numero della newsletter degli Eurodeputati PD con il mio intervento sul Mercato Energetico Europeo: goo.gl/chk6FL

La mia Agenda

L’impegno quotidiano a Bruxelles, a Strasburgo e nel territorio

VEDI LA MAPPA

Contatti

Strasbourg
Tel. +33(0)3 88 1 75363
Fax +33(0)3 88 1 79363

Ufficio territoriale
Tel. 049 7335776
info@zanonato.it
Piazza dei Frutti, 36
35122 Padova (PD)

Facebook

SUL NUOVO OSPEDALE NON TOGLIAMO LE CASTAGNE DAL FUOCO AI LEGHISTI CHE (MAL) GOVERNANO REGIONE E CITTÀ

Dopo l'intervento di Naccarato: "A questo punto è meglio realizzare il nuovo su vecchio con una visione organica..." si é riaperta la discussione sul futuro, ipotetico, nuovo ospedale. Dico subito che anch'io penso -l'ho scritto molte volte- che con Luca Zaia e Bitonci non verrà realizzata alcuna nuova struttura sanitaria e che si continuerà con le chiacchiere e... con il restauro dell'attuale struttura; ma questo non significa affatto condividere questa prospettiva e ritenerla adeguata al mantenimento della grande tradizione della medicina padovana. E non significa affatto togliere le castagne dal fuoco a chi con gli annunci ha promesso quello che coi fatti non è in grado e/o non vuole fare.
Va intanto chiarito che ci sono due ipotesi di "nuovo su vecchio": la prima, per capirci quella di Braga, prevedeva il restauro e la ristrutturazione degli attuali padiglioni mantenendo l'attuale layout con in più la chiusura di via Giustiniani per recuperare aree per i parcheggi. La seconda, per semplificare quella di Cestrone, prevedeva un progressivo abbattimento dei padiglioni e la ricostruzione con più torri di una nuova struttura nel sito dell'attuale ospedale, quindi non con gli attuali padiglioni.
Su entrambe queste ipotesi sono stati fatti studi che hanno dimostrato, nel primo caso, che la struttura non sarebbe adeguata alle attuali esigenze di cura e ricerca di un moderno polo sanitario, nel secondo caso, che i tempi sarebbero lunghissimi, che il cantiere sarebbe troppo invasivo per un ospedale in funzione, che i costi non sarebbero molto minori di una nuova costruzione in un sito diverso. Per entrambe queste ipotesi pesa enormemente la dimensione dell'area ritenuta troppo piccola per soddisfare le diverse esigenze.
Con l'allora assessore all'urbanistica Luigi Mariani ho scelto l'area di Padova Ovest, continuo, anche alla luce dei fatti che sono emersi, a ritenerla l'area più idonea ma mi chiedo se è realistico continuare a riproporla. Bisogna prendere atto che non governiamo in Regione e in Città e che ora sono altri a decidere e non vedo come possiamo far cambiare loro idea. Come va preso atto che sul percorso "Padova Est" c'è stato il consenso dell'Università, elemento che non possiamo trascurare.
Quindi continuo a pensare che dobbiamo sfidare Zaia e Bitonci a fare quello che hanno annunciato. Altre strade secondo me offrono solo alibi ai leghisti e producono l'effetto del prorogarsi della nostra assenza di iniziativa.
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

"C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" cantata da Gianni Morandi, e "il ragazzo della via Gluck" cantata da Adriano Celentano sono uscite entrambe nel 1966, cinquant'anni fa. Sono due canzoni che hanno cambiato in modo importante l'orientamento politico e culturale dei giovani degli anni 60 e 70. La prima con un taglio pacifista e contro la guerra in Vietnam, la seconda creando un primo rudimentale sentimento ambientalista, ecologico. Naturalmente in quegli anni erano molte le canzoni politicamente impegnate, oltre a quelle del Canzoniere italiano quelle, ad esempio, di Francesco Guccini o di Fabrizio de Andrè. Il primo decisamente contro il sistema politico e istituzionale, si pensi alla "Locomotiva", de Andrè con una forte contestazione sui costumi e sul valore da dare alle "vite diverse" quelle delle prostitute, dei barboni, dei carcerati. Ma queste non ebbero l'enorme diffusione delle prime due, alle quali se ne potrebbero aggiungere anche delle altre come ad esempio "Mettete dei fiori nei vostri cannoni" dei Giganti. Furono cantate non solo negli ambienti politicamente impegnati ma in ogni luogo, in ogni tipo di ambiente sociale. Per questo secondo me queste due canzoni sono l'emblema del cambio di paradigma culturale che avviene in quegli anni. E' bello ricordarlo in un momento in cui l'impegno politico è davvero ridotto ai minimi termini. ... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

DIAMOCI UN METODO DI DISCUSSIONE

Nelle discussioni, in questo strano mondo di Facebook, spesso incontro interlocutori che argomentano in un modo poco produttivo e che invece di arricchire la discussione finiscono col renderla poco interessante e a volte fastidiosa e irritante.
C'è ad esempio chi, invece di entrare nel merito delle cose che ho scritto, o che si stanno discutendo, mi attacca personalmente; c'è chi esalta le proprie straordinarie competenze dalle quali deriverebbe un'autorevolezza che consentirebbe loro di contraddire senza spiegare e parlare dei problemi in discussione; ancora chi giudica in modo sommario le mie, o comunque altrui, opinioni definendole "ridicole", "banali" o peggio... ma evitando di argomentare.
A me piace il contraddittorio, accetto gli interventi di tutti anche di quelli che sono molto lontani dalle mie opinioni ma chiedo a tutti di entrare nel merito, di contraddire con argomenti coerenti con l'oggetto in discussione, di non usare una presunta autorevolezza o peggio offese. Grazie
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Contro il ministro Lorenzin una polemica che non condivido.
Uno dei grandi problemi dell'Europa è l'andamento demografico. Oggi siamo come popolazione UE circa 500 milioni (Regno Unito compreso) su 7.5 miliardi di umani sulla terra, ovvero un po' meno del 7% della popolazione mondiale. Ma se si considera la popolazione mondiale sotto i 31 anni gli europei sono appena il 4%.
Per mantenere costante la popolazione servirebbe un tasso di natalità di 2.1 nati per donna, il dato italiano è di 1,35, quello europeo è un po' più alto ma sempre lontano dal garantire un mantenimento della popolazione europea.
Senza prendere i numeri come assolutamente esatti è chiaro a tutti i demografi che la popolazione europea attuale diminuirà ed invecchierà nei prossimi anni. Si stima che in Italia nel 2050 saremo sempre 60 milioni ma con 20 milioni di immigrati (oggi sono circa 5). Insomma se non cambia la tendenza demografica noi indigeni saremo sempre di meno e sempre più vecchi.
Qui sorge la prima domanda: la politica, i Governi, i Parlamenti si devono occupare di questi problemi o devono lasciare tutto alla "fatalità", al caso?
Io sono fermamente convinto che la politica deve occuparsi del problema demografico perché rappresenterà sempre più un enorme questione, perché da questa dipenderanno moltissime questioni sociali, dalla convivenza con popolazioni di migranti, alla sopravvivenza dello stato sociale.
Ecco perché trovo giusta l'iniziativa del ministro della sanità, pone un problema vero che deve trovare nelle politiche pubbliche una risposta.
Certo non basta una campagna pubblicitaria, servono soluzioni strutturali. La donna madre deve avere tutte le stesse opportunità del maschio o di una donna che sceglie liberamente di non avere figli. Qui l'elenco delle iniziative necessarie è lungo: asili nido, sostegno economico alle famiglie con figli, abolizione di tutte le, spesso invisibili, norme e regole che discriminano nel lavoro e nella carriera la donna madre.
Serve anche un cambio culturale e un'informazione adeguata.
Quindi non polemizziamo con il ministro ma, piuttosto, dobbiamo pretendere che con coerenza vengano attivate tutte le altre misure a favore delle donna madri e delle famiglie.
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Tre semplici considerazioni: Patto di stabilità, Bicameralismo perfetto, Sicurezza sismica

Si continua parlare, a seguito del recentissimo terremoto, dell'esigenza di una maggiore elasticità dell'Unione Europea per quel che riguarda il "patto di stabilità" in modo da avere i soldi per la ricostruzione. Non sono sicuro che tutti i cittadini abbiano capito di che si tratta, anzi credo che molti pensino che (noi italiani) non possiamo spendere soldi che abbiamo da qualche parte. Allentare i vincoli del "patto di stabilità" (accordo che a seguito del trattato di Maastricht -1992- abbiamo sottoscritto nel 1997) significa invece semplicemente chiedere che l'Italia possa indebitarsi di più di quanto lo è ora. Oggi il debito pubblico italiano ammonta a circa 2.200 miliardi di euro, su questo debito ogni anno lo Stato italiano paga interessi per circa 100 miliardi. Se aumenta il debito ovviamente aumentano anche gli interessi da pagare che dovremmo sottrarre alle entrate annuali del bilancio dello stato riducendo di conseguenza -a parità di tutto il resto- le risorse per le politiche pubbliche. Quindi va bene allentare il patto di stabilità ma, attenzione, non è la panacea, aumenteranno debito e interessi da pagare.

Ho sentito il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sostenere che con la riforma della Costituzione, che fra poco sarà sottoposta al Referendum, il superamento del bicameralismo perfetto consentirà di fare leggi più velocemente... nessuno ricorda più la discussione sull'enorme numero di leggi che abbiamo; non si riesce a sapere quante sono esattamente ma pare siano attorno alle 150 mila o addirittura 200 mila, contro le 3500 della Gran Bretagna, le 5500 della Germania e le 7000 della Francia. Anche prendendo con le pinze questi numeri è assodato che abbiamo troppe leggi, il problema quindi non è farle più rapidamente ma farle bene. Vero che alcune leggi sono in Parlamento da anni ma non è il bicameralismo a rallentarle ma la difficoltà a raccogliere attorno a queste il consenso. È il caso della legge contro il "caporalato" che non procede per ragioni politiche e non per il bicameralismo.

Si discute di quanto occorre per mettere in sicurezza da gravi terremoti il nostro Paese. 65 miliardi di euro? No almeno 250... e via con numeri sparati a caso.
Trovo la discussione astrale... Come è possibile conoscere quanto serve se non si definisce prima quale livello di sicurezza si vuole garantire. Entro quali livelli di violenza dell'evento sismico si vuole garantire che non crollino gli edifici, quali edifici devono essere per primi messi in sicurezza, cosa si deve fare quando un edificio che ha molti anni manca di elementi strutturali fondamentali o è costruito con materiali inadatti all'antisismicità. Nella discussione di questi giorni, oltre al dolore per i 300 defunti e all'esigenza di dare ai sopravvissuti e ora senza tetto una rapida soluzione abitativa, si sono sentite le cose più strampalate.
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Riprende l'attività del Parlamento europeo ... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

La discussione sul "burkini" è evidentemente una trovata estiva dei giornali e delle TV. Ogni estate si presenta, al pari delle canzonette, un tormentone che consente a tutti, anche a chi non ha una conoscenza approfondita del tema in questione, di esprimere un'opinione. Ad esempio quanto costano e sono pagati i calciatori? Giusto o sbagliato consentire la costruzione di moschee? Può l'Imam predicare in arabo? E ancora gli incendi dei boschi, gli sbarchi dei migranti, ecc.
Credo sia positivo che in tanti possano esprimere un parere e trovo di grande interesse osservare come attraverso le "opinioni" traspaiano sempre le convinzioni ancestrali di chi le esprime.
Sulla questione del "Burkini" ad esempio sono in molti ad esprimere la loro forte riprovazione perché si tratterebbe della dimostrazione della sottomissione schiavistica della donna all'uomo nella società islamica. Di qui l'autorità pubblica occidentale dovrebbe proibire il Burka, il Niqab, il Chador, ogni segno di appartenenza all'Islam alle donne. Sempre tra i contrari, altri considerano l'occultamento del volto un elemento pericoloso che, rendendo difficile l'immediato riconoscimento, potrebbe favorire attentati terroristici.
Spesso tra le righe e malcelato si avverte un grande fastidio, se non un odio, per il mondo arabo musulmano contro il quale scagliare frustrazioni legate ai vari aspetti che fanno da corollario alla crisi occidentale e al fenomeno della globalizzazione.
In queste posizioni, che hanno anche parti condivisibili, è assente una valutazione storica dei processi che hanno formato i costumi e i comportamenti dei popoli occidentali e che in particolare hanno segnato il processo di emancipazione e di liberazione della donna. E manca, in chi esprime grande intransigenza sui valori occidentali, la conoscenza di quanti ancora sono i limiti presenti nella nostra società e nei nostri comportamenti quotidiani.
Da quanto, ad esempio, in Italia i matrimoni non sono combinati ma la libera scelta di due persone che si amano? In che tenuta facevano il bagno le donne europee un secolo fa? Ancora in Italia le donne votano dal 1946, in Svizzera dal 1971 (!) in Turchia dal 1930... negli Stati europei le donne non hanno avuto il voto prima 1907 (Finlandia). Restano nelle religioni occidentali tracce evidenti della sottomissione della donna all'uomo, ad esempio per i cattolici solo l'uomo può ambire al sacerdozio e anche gli ebrei ortodossi non ammettono al ruolo di rabbino le donne (esistono eccezioni per correnti ebraiche riformiste presenti negli USA) e in Sinagoga le donne hanno, come nelle Moschee, un matroneo che le separa dai maschi.
A Bologna quattro anni fa ho assistito ad una splendida lezione di Umberto Eco su questi temi e sono stati illuminanti gli esempi portati a dimostrazione che spessissimo giudichiamo gli altri senza guardare a noi stessi e alla nostra storia.
In ogni ambito culturale e sociale si possono oggi leggere i processi storici e sociali che hanno portato a quei costumi, valori e comportamenti che noi consideriamo più "giusti" di quelli precedenti... ma appunto sono i processi non le imposizioni che hanno favorito lo sviluppo dei diritti delle donne e in generale di tutte le persone sottomesse ad un potere. Ecco perché per me ben venga che donne arabe vestite facciano il bagno, l'alternativa non è la loro maggiore libertà ma il fatto che resterebbero altrimenti chiuse in casa. Come in Occidente, anno dopo anno, i vestiti saranno sempre meno e le donne saranno sempre più libere ed emancipate. Ovviamente ogni Comunità si è data delle regole di convivenza e queste devono essere rispettate da tutti, ad esempio è un obbligo farsi identificare... ma nel segno della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità che per me restano i massimi valori di riferimento della nostra civiltà.
Infine faccio fatica a togliermi dalla testa l'idea che alcuni di questi paladini delle libertà delle donne arabo islamiche non siano in realtà altro che dei soggetti che disprezzano gli islamici tout-court e che finiscono con l'essere funzionali a chi vuole lo scontro delle civiltà.
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Grazie Padre Enzo dell'amicizia e degli insegnamenti che ci hai donato. Con la Lella, Alessandro, la piccola Anna, che aveva incominciato a conoscerti, non ti dimenticheremo, resterai nei nostri cuori come una persona di grande fede e dal carattere forte e generoso. Il tuo amico Flavio ... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Non sprecherò una sola parola per rispondere a Saia che chiede che sia sciolta l'Associazione dei Partigiani Italiani. Provo solo una profonda pena per questo inutile personaggio che si è ridotto allo zerbino del leghista Bitonci. Sparito dall'orizzonte di chi conta qualcosa a Padova, consapevole della sua nullità, sempre più torvo e incattivito, cerca visibilità in qualunque modo, la prossima volta parlerà male della sua mamma. Compatiamolo. ... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Nel 1990, grosso modo in gennaio, mi trovavo in Argentina, a Buenos Aires, come responsabile degli italiani all'estero per il PCI. Sul quotidiano progressista "Pagina 12" apparve la notizia che Menem, allora presidente Argentino, ringraziava la Ferrari per aver ricevuto in dono una potente vettura rossa. Il giorno dopo la Ferrari, con uno scarno comunicato, rispondeva che non era nella "politica" della casa fare regali a chicchessia. Così Menem il giorno successivo annunciava che avrebbe venduto la Ferrari e dato il ricavato ai bambini poveri argentini... (A tanti anni di distanza posso avere qualche ricordo sbiadito ma la sostanza è questa)
Questo ricordo mi è tornato in mente leggendo che Renzi, se vincerà il Si al Referendum costituzionale, darà 500 milioni ai poveri.
Bisogna sempre fare la tara a quel che si legge sui giornali e quindi parlo nell'ipotesi che la notizia sia vera; ma cazzo posso sapere che senso ha un'affermazione del genere? La riforma Costituzionale o è buona o è cattiva e il suo valore non cambia facendo la carità! E la povertà si combatte creando le condizioni perché tutti possano avere le possibilità di riscattarsi socialmente, non con una elemosina resa pelosa dall'idea di uno scambio davvero perverso.
... Vedi di piúVedi meno

Vedi su Facebook

Twitter

TOP