#Strasburgo, il lavoro per la sicurezza europea

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Tra le tante questioni affrontate durante l’ultima Plenaria di Strasburgo la sicurezza internazionale e il contrasto al terrorismo hanno avuto una parte molto importante. Una risposta politica adeguata non può non coniugare aspetti e azioni diverse: la necessaria fermezza non devono in nessun modo tradursi in un arretramento dei diritti, tanto facile quanto pericoloso per la stessa identità europea. 

Tra i testi votati la scorsa settimana “PNR” e “Trade Secret” hanno prodotto un lungo confronto nell’opinione pubblica e poi in aula.

Ho votato favorevolmente alla direttiva sul trattamento dei dati dei codici di prenotazione (PNR). La normativa obbligherà le compagnie aeree a trasmettere i dati dei passeggeri dei voli transcontinentali alle autorità dei paesi europei, in modo da favorire la lotta contro il terrorismo.

L’iter istituzionale è stato molto lungo e faticoso. Si è cercato di conciliare l’esigenza di elaborare misure più stringenti in materia di sicurezza con la necessità di tutelare la privacy dei nostri concittadini. Il gruppo dei Socialisti e Democratici ha giocato su questo un ruolo importante, affermando con decisione il principio per cui la sicurezza senza il rispetto dei principi democratici dello Stato di diritto è inaccettabile. Con questo voto abbiamo congedato un pacchetto senz´altro più equilibrato rispetto alla proposta iniziale. L´attenzione dei Socialisti e Democratici sull’argomento, tuttavia, rimarrà molto alta. Sarà, d’ora in poi, necessario coordinare maggiormente le politiche di sicurezza dei vari stati membri per garantire una risposta quanto più efficace possibile alle sfide globali che stiamo ora affrontando.

Il Trade secret è strettamente connesso con il precedente e riflette la discussione in atto nelle istituzioni europee rispetto al tema della privacy e della protezione dei dati. Ho sostenuto con convinzione la direttiva attinente alla protezione dei segreti commerciali e aziendali. La proposta, che rende uniforme la politica dei 28 paesi membri su questo argomento, fornirà solide garanzie di protezione alle aziende, rendendo il suolo europeo ancora più attrattivo per futuri investimenti.

Nell´epoca della digitalizzazione, della condivisione e del “dato moneta” era necessario costruire una serie di norme per proteggere le imprese, soprattutto le medie e piccole, dal rischio di perdere i propri segreti professionali e, dunque, la loro ricchezza.

Con tale direttiva, l´Europa diventa avanguardia nel mondo rispetto alle tutele nel mercato digitale, mantenendo integri i propri principi di liberta di espressione e movimento. Soprattutto grazie all´impegno del gruppo S&D, infatti, si sono inserite apposite tutele sia per l´attività giornalistica che per i whistle blowers che per i lavoratori in possesso di dati sensibili che vogliono cambiare ambiente professionale.