Notizie

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23

“La richiesta italiana” – La Bussola, RaiNews24

Brexit, immigrazione, lotta al terrorismo e difesa comune i temi su cui è incentrato l’ultimo summit dei Capi di Stato e di Governo dell’UE e di cui abbiamo parlato, nel corso della trasmissione di RaiNews24 “La bussola”, con Elisabetta Gardini (Forza Italia), Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle) e Andrea Bonanni (la Repubblica). Per rivedere la … Continua a leggere “La richiesta italiana” – La Bussola, RaiNews24

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“Nel mondo grande e terribile”: a 80 anni dalla morte di Antonio Gramsci

Domani, ore 20.30, all’Astra l’ultimo film su Antonio Gramsci NEL MONDO GRANDE E TERRIBILE PADOVA. “Nel mondo grande e terribile”: è questo il titolo del nuovo film su Antonio Gramsci che verrà proiettato per la prima volta a Padova domani, alle ore 20.30, all’Astra di via Tiziano Aspetti. Verranno ripercorsi gli ultimi dieci anni di … Continua a leggere “Nel mondo grande e terribile”: a 80 anni dalla morte di Antonio Gramsci

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Le nuove frontiere della mobilità sostenibile in Italia e in Europa

Domani, venerdì 7 aprile, ore 20.45, in Sala Anziani a Palazzo Moroni Al dialogo interverranno i parlamentari europei Flavio Zanonato e Isabella De Monte, il candidato sindaco Sergio Giordani, l’ex direttore di Aps Holding Antonio Conte ed Andrea Castellan della Filt Cgil PADOVA. Tecnologia a servizio della salute e della qualità della vita urbana, trasporto … Continua a leggere Le nuove frontiere della mobilità sostenibile in Italia e in Europa

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La Sinistra europea e le sfide del crescente populismo

Oggi, mercoledì 29 marzo alle ore 18.30 il leader di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista Roberto Speranza sarà a Bruxelles per partecipare all’iniziativa: “La Sinistra europea e le sfide del crescente populismo”. L’incontro, che avrà luogo presso il Parlamento europeo, all’interno della Sala PHS 1C51, è promosso insieme ai colleghi europarlamentari Antonio Panzeri … Continua a leggere La Sinistra europea e le sfide del crescente populismo

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21

Quale Europa di fronte all’America di Trump?

Enrico Rossi giovedì, ore 18.00, in Sala della Carità a Padova QUALE EUROPA DI FRONTE ALL’AMERICA DI TRUMP? PADOVA. Enrico Rossi giovedì a Padova. Il presidente della Toscana – tra i leader di “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista” -parteciperà giovedì, 23 marzo, alle 18.00, nella Sala della Carità di via San Francesco a … Continua a leggere Quale Europa di fronte all’America di Trump?

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Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome di Down

  Oggi ricorre la Giornata della Sindrome di Down, con tante iniziative di sensibilizzazione in tutta Europa. Ho scelto di partecipare, con un messaggio video, alla simpatica campagna “Socks battle”, inventata dalla fondazione Jérôme Lejeune e la World Youth Alliance. Indossare calze spaiate è un modo divertente e semplice per convincere la gente a riflettere … Continua a leggere Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome di Down

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La Sinistra in Italia e in Europa

Oggi alle 18.00 D’Alema a Padova Globalizzazione selvaggia e diseguaglianze: una forte domanda di Sinistra   PADOVA. Massimo D’Alema a Padova per un dialogo sul ruolo della Sinistra in Italia e in Europa. L’ex premier e ministro degli Esteri interverrà oggi, alle 18.00, alla Fornace Carotta, in via Siracusa, a Padova. Un dialogo promosso da … Continua a leggere La Sinistra in Italia e in Europa

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I DIRITTI DEL LAVORO

Roberto Speranza venerdì a Padova con l’eurodeputato Flavio Zanonato, il segretario della Cgil Christian Ferrari e il parlamentare dem Alessandro Naccarato I DIRITTI DEL LAVORO   L’incontro si svolgerà all’ex Fornace Carotta di via Siracusa alle 18.00. Prima dell’iniziativa Speranza e Zanonato saranno a Camposampiero per incontrare i lavoratori delle Fonderie Anselmi. PADOVA. Roberto Speranza … Continua a leggere I DIRITTI DEL LAVORO

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22

2016, un anno in Europa

Qui di seguito puoi sfogliare l’opuscolo che ripercorre l’ attività svolta nel 2016: il lavoro a Bruxelles e a Strasburgo, le iniziative nel territorio, alcune riflessioni sulla globalizzazione, l’Europea e la Sinistra. Buona lettura!      

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La storia della Silicon Valley raccontata da Marco Marinucci di Mind The Bridge ... Vedi di piúVedi meno

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Lo confesso, ho sostenuto Cuperlo segretario del PD. Penso sia stato giusto nonostante le successive delusioni ... Vedi di piúVedi meno

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Campo progressista: no alleanze ambigue ne' solo testimonianza.
(ANSA) - ROMA, 5 SET - "I partiti stanno giocando una competizione nazionale: da un lato fondata su uno schema di alleanze ambigue e innaturali rispetto al mondo progressista, e dall'altro basato sull'ennesima riproposizione di uno schema di testimonianza, seppur nobile, gia' fallito in passato".
E' quanto si legge in una nota di Campo progressista in vista delle elezioni siciliane.
Secondo quello che capisco io "alleanze ambigue e innaturali" vorrebbe dire no ad Alfano e "No allo schema di testimonianza" vorrebbe dire no a Fava.
E allora che si fa?
Credo sia necessario uno studioso di ermeneutica per chiarire il pensiero di Pisapia e se qualcuno è in grado di fare l'esegesi del comunicato mi scriva, per favore!
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"Meno tasse per tutti uguale: meno tasse per i ricchi e meno stato sociale per i poveri" Come sempre Bersani centra chiaramente il problema ... Vedi di piúVedi meno

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D'Alema su migranti e accordo con la Libia
(Almeno qui si trova un ragionamento..)

“Minniti si è sempre occupato di sicurezza, non ha mai fatto parte di correnti, è quasi un tecnico, diciamo. Però io faccio una riflessione: che cosa sta accadendo? Quali sono gli effetti di questo accordo che abbiamo fatto con la Libia, sul modello di quello che abbiamo fatto con la Turchia, però in una situazione diversa? Con tutti i suoi problemi la Turchia è uno Stato, la Libia no. Il primo effetto è che i libici che ovviamente prima favorivano il transito, ora non potendo più portare i migranti verso di noi, cercano di blindare le loro frontiere e questo, come dicono tutte le grandi organizzazioni umanitarie, aumenta fortemente il numero delle persone che muoiono nel deserto. Quindi non affogano più nel Mediterraneo e noi li lasciamo morire nel deserto così non li vediamo, non sappiamo, l’opinione pubblica è tranquilla…ma loro muoiono.
Un altro effetto è che quelli che riescono ad attraversare il deserto vengono bloccati dai libici e vengono messi in veri e propri campi di concentramento dove non esiste nessuna tutela dei diritti umani. Le donne vengono violentate, ci sono molte testimonianze di violenze e torture. Noi abbiamo fatto un accordo di questo tipo. Prima avevamo una priorità: salvare delle vite umane . Adesso abbiamo altre priorità: non vederli più e fare in modo che se ne occupino altri ,anche se questi altri lo fanno senza umanità e senza rispetto dei diritti umani. Quindi è vero, noi abbiamo meno sbarchi, ma il carico di sofferenze di questa povera gente che viene dall’Africa è enormemente cresciuto. E questo dovrebbe pesare sulla coscienza dell’Europa.
Quando c’era l'ultimo governo di centro-sinistra noi rifiutammo di firmare un accordo con i libici. Questo accordo firmato da Minniti è uguale all’accordo che avrebbero firmato ai tempi Berlusconi e gli altri con Gheddafi. Quando questo accordo fu proposto a noi, noi non firmammo perché ponemmo come condizione a Gheddafi che la conduzione dei campi profughi fosse affidata alle Nazioni Unite e non alle sue milizie. Gheddafi rifiutò di accogliere sul territorio della Libia rappresentanti ONU e siccome la Libia aveva anche rifiutato di firmare la convenzione di Ginevra sui diritti umani, noi non firmammo.
Ho letto che Minniti ha detto che bisognerebbe che l’accoglienza fosse affidata alle Nazioni Unite, alle Organizzazioni internazionali, però attualmente non è così. Io ritengo che l’accordo dovesse essere fatto prima e non dopo. Quando Renzi dice : “La nostra politica sui migranti sta avendo successo” mente: noi non li stiamo aiutando “a casa loro”, casa loro non sono i campi della Libia. Noi stiamo dando soldi alla Libia perché se li tenga e questo è diverso. In ballo c’è il destino delle persone. La realtà è che spaventati da un flusso, che non era neanche così enorme, e dall’incapacità di governarlo, abbiamo pensato bene di tranquillizzare l’opinione pubblica bloccandoli là e lo abbiamo fatto con una certa dose di cinismo .
Questo per me è un problema. Io penso che la sinistra debba anche pensare al destino di quelle donne, di quei bambini, di quegli uomini che noi ora abbiamo lasciato nei campi di concentramento della Libia.”
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Sollecitato dallo stesso autore ho letto "L'anima della frontiera" del padovano Matteo Righetto. La drammatica storia, sul finire dell'800, di una famiglia che coltiva, facendo la fame, tabacco nell'alta val Brenta per il regio monopolio. Con un racconto ricchissimo di informazioni su quelle terre (I lavori, gli animali, le piante, il paesaggio) viene esaltata la figura di una giovanissima e altrettanto coraggiosa ragazza, Jole, che non esita, per aiutare la sua famiglia, dopo la supposta scomparsa del padre, ad affrontare ogni tipo di rischio e di difficoltà. Nella terza parte il romanzo assume gli aspetti di un "noir" con violenza e morte. Si legge in un baleno! ... Vedi di piúVedi meno

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Ieri sera, e fino a notte inoltrata, ho letto il romanzo di Paolo Cognetti "Le otto montagne", bello, lo suggerisco. Parla dell'amicizia, del complesso rapporto padre figlio, delle escursioni nel magico e a volte terribile mondo della montagna. Parla di uomini e donne che, legati alla cultura e alla economia montana, non vogliono perdere il contatto con il loro ambiente e subire la vita frenetica della città, a volte con tragiche conseguenze negli affetti più cari.
Per chi, come me, ama la montagna in tutti i suoi aspetti questo romanzo ha parti che riprendono fortemente esperienze vissute.
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Commemorazione di Gastone Proto

A 94 anni compiuti se ne è andato qualche giorno fa Gastone. Uno dei nostri “grandi vecchi”, amico e maestro di vita di tanti di noi (prima di lui Liliana e Giorgio Tosi, Gastone Peruzzo e Liberia Andrao: li ricordo perché sono persone care che molti di noi hanno visto come un unico gruppo di amici).

Voglio prima di tutto salutare e porgere le condoglianze a Franca, sua moglie, a Zhang Lin che - negli ultimi anni (molti anni) - è stata la sua compagna, ai figli Riccardo, Marina e Luca. È presente, ma solo con il pensiero, l’adorata sorella Wilma, purtroppo assente per ragioni di salute, e ben rappresentata dalle nipoti di Gastone, Adriana e Laura. Anche Marco non ha fatto mancare il suo cordoglio.
Saluto i nipoti Matteo e Sara, Camilla, Giovanni, Alice ed Irene, la piccola pronipote Rebecca, ultima arrivata, e ancora le nuore a cui Gastone era molto affezionato, Lucia e Cristiana, la cognata Francesca e i nipoti Francesco e Carlotta, figli di Walter, il fratello di Gastone che purtroppo è prematuramente scomparso.

***
Gastone era nato a Milano nel 1923, precisamente il 20 aprile, figlio di Gennaro (Cesare) di origini pugliesi e di Elva Tassan, una veneziana.
In origine la sua famiglia paterna commerciava in vino, soprattutto vino da taglio; per un periodo breve aveva anche commerciato in fiori.
Capita, però, che uno dei fratelli di Gennaro sposi la figlia di Luigi Roatto, uno dei grandi padri del cinema italiano. Ed è attraverso questo contatto che il padre di Gastone, Cesare (gli piaceva questo nome) – terzo di 14 figli – cambia la tradizione di famiglia e, agli esordi del Cinema, avvia una nuova (e forse allora più redditizia) attività.
Gestisce sale cinematografiche, distribuisce i film e proverà (con poca fortuna) a produrne alcuni. Ecco i titoli: “Sangue a Cà Foscari” (nel ’46), “Il fabbro del convento” (nel ’47), “Lohengrin” (nel ’48), quest’ultimo prodotto con la Scalera, la più grande casa cinematografica italiana durante il fascismo.

Ma torniamo un attimo indietro.
La prima sede di Proto nel campo del cinema è a Venezia, poi si trasferisce a Padova dove le case cinematografiche trovano più semplice la distribuzione.

Siamo a metà degli anni ’30, Gastone in quel periodo frequenta il Tito Livio, dove conosce anche Franca. Nel ’38 nascono i suoi fratelli, due gemelli, di 15 anni più giovani, Wilma e Walter; poco più di un anno dopo la mamma muore di tifo lasciando orfani i due ragazzini di poco più di un anno.
Sarà Gastone a fare loro non solo da fratello maggiore, ma anche da papà.

Al liceo Gastone si forma una solida coscienza democratica e antifascista ed è uno dei giovani che risponde positivamente all’appello di Concetto Marchesi:“Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi – insieme con la gioventù operaia e contadina – dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il Popolo Italiano”.

E così Gastone, con l’amico Franco Santelli, entra nella Brigata di Giustizia e Libertà intitolata a Silvio Trentin.
Sarà per tutto il ’44 e fino al 25 aprile ’45 un gappista.

(Un inciso: l’anno scorso, ricevendo con altri partigiani un riconoscimento dal Prefetto, ha ricordato lucidamente questo suo impegno: “Abbiamo vinto, vi abbiamo liberato”, disse).

Il capo di questi gappisti è Otello Pighin, nome di battaglia “Renato”, una vera “primula rossa”: era stato soldato e poi assistente ad ingegneria. Di lì a pochi mesi verrà “tradito” da un partigiano e fatto cadere in una trappola in via Rosati. Ferito e torturato, morirà il 10 gennaio del ’45. A catturarlo era stato il “Tenente 39”, Antonio Coradeschi, della Banda Carità.

Anche Gastone, che usava documenti falsi per potersi spostare ed agire, viene interrogato dal “Tenente 39”. Riesce, anche sbarazzandosi di documenti compromettenti, a cavarsela. E per sbarazzarsene deve mangiarli.

Molte sono le azioni militari a cui partecipa, ad esempio l’assalto partigiano al Comando Tedesco di Prato della Valle.

Anche il papà della sua futura moglie Franca, Riccardo Decima, era un uomo della Resistenza: possedeva una villa colonica a Massanzago dove aveva una delle sue basi Otello Pighin e la stessa Franca era una staffetta partigiana della formazione di Giustizia e Libertà. Ma i due, che si erano incrociati al Tito Livio, per poi perdersi di vista durante la guerra, scopriranno solo dopo la Resistenza di essere stati entrambi partigiani e addirittura della stessa formazione.

Dopo il ’45, infatti, Gastone e Franca si conoscono, si fidanzano e si sposano nel 1950.

Gastone era stato studente di Medicina, ma non era portato per questa disciplina (sviene alla prima lezione di anatomia durante la dissezione di un corpo umano), quindi si era iscritto alla facoltà di Legge, per poi abbandonare gli studi e seguire l’attività di famiglia: il cinema.

Nel 1952, a 57 anni, muore il padre Gennaro-Cesare, e Gastone, 29enne, con i due fratelli Wilma e Walter di 14, diventa il capofamiglia e anche il titolare dell’attività cinematografica.

Gennaro aveva lasciato un patrimonio importante di sale cinematografiche diffuse in molti comuni: Padova, Bassano, Trento, Rovigo, Rimini, Este, Mira, Chioggia. Dal padre, un uomo di grandi capacità, Gastone aveva anche appreso il mestiere: programmare i cinema, gestirli e distribuire i film delle grandi case cinematografiche italiane e straniere.
Ma, ahimè, aveva pure ereditato una grande quantità di debiti (forse anche perché a Cesare piaceva il gioco d’azzardo). Gastone dimostra subito di saperci fare: da bravo imprenditore risana le attività di famiglia, le rimette in moto e le fa rendere economicamente.

Ha anche uno straordinario senso dell’innovazione che lo porterà – dopo aver comprato nel ‘67 il cinema Astra con il socio Abriani – a inventare a Padova il cinema d’Essai e le rassegne, facendo diventare una sala di periferia una delle più importanti sale cinematografiche italiane (arriverà a 300.000 presenze l’anno).
Sarà sempre lui, con il socio, a trasformare il cinema Astra in MultiAstra, cioè in una sala con più schermi: la prima con queste caratteristiche a Padova.

Molti di noi che l’hanno frequentato sanno che Gastone aveva una cultura sconfinata nel campo del cinema. Bastava accennare ad una trama, anche con errori, per farsi dire titolo, regista, attori del film in questione.
Era davvero incredibile constatare ogni volta come era profonda la sua cultura cinematografica, che comprendeva la conoscenza di ogni dettaglio, dalla regia alla sceneggiatura, dalla fotografia alla scenografia.

Eppure - può sembrare strano - Gastone non voleva che i figli continuassero il suo lavoro. Il cinema - che negli anni ’70 aveva visto in Italia 500 milioni di spettatori (nel senso di biglietti venduti) - si è ridotto negli ultimi anni a 100 milioni (naturalmente a causa di tv, internet, cassette, dvd, etc...). E così Gastone aveva perso il suo ottimismo per questa attività.
Tuttavia, Riccardo, Marina e Luca lavorano nel cinema. Non sempre il padre riusciva, si vede, ad essere del tutto convincente.

È anche per un lungo periodo presidente dell’Anec (l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e devo ringraziare Marco Sartore, l’attuale segretario, per il bel ricordo che gli ha dedicato nei giornali.

Apriamo ora un altro capitolo, quello sulla montagna.

Quando negli anni ’60 Gastone va a vivere con Franca in Piazza Petrarca - dove abitava Giorgio Tosi con Liliana - scatta una grande amicizia.
Sono tutti e 4 partigiani e tutti e 4 con una grande passione per i viaggi e per la montagna e tutte le attività collegate (escursioni, sci, sci alpinismo).
Tutti e 4 delle stesse idee politiche.
E tutti e 4 con figli all’incirca della stessa età che diventano amici e compagni di attività. Amicizia che non si è mai interrotta e che dura anche oggi.

Dopo un periodo di vacanza in montagna affittando un alloggio Gastone trova l’occasione di una casa nel Comune dove è nata Franca: Taibon Agordino in località Coste. Siamo nel 1962. E poco dopo anche i Tosi - nello stesso Comune, ma in località San Lucano - comprano una casa.
Le due famiglie - a cui si aggiungeranno anche i Peruzzo, Gastone e Libera - diventano grandi frequentatori e conoscitori dell’agordino e delle zone limitrofe.

Instancabili camminatori, non solo raggiungono ogni punto e località ma studiano anche le caratteristiche dei posti, le storie, i costumi della gente. Una camminata con loro era una vera e propria lezione di storia, di botanica e di geologia.

Gastone era diventato da tempo amico di Valentino Angelini, fratello del più famoso Giovanni, nipoti dello scultore Valentino Besarel di Forno di Zoldo. Con lui gira per le montagne, e impara i nomi dei fiori, delle piante, dei funghi, e il significato dei toponimi. Tutte conoscenze che a sua volta trasmetteva a chi aveva il privilegio di camminare con lui.

Arriviamo all’inizio degli anni ’70.

I figli Riccardo, e poi Luca, si iscrivono alla FGCI (la Federazione dei Giovani Comunisti di Padova), e così fanno Paolo e Franco Tosi.
Per gli amici di Riccardo e di Luca (e anche di Paolo e Franco) all’attività politica si aggiunge anche l’attività alpinistica.

La casa di Gastone, a Coste, per gli amici dei figli è sempre aperta e accogliente, c’è sempre qualcosa da mangiare, e da bere, e... non si paga.
Sono così decine i ragazzi che frequentano d’estate Coste e che godono di questa grande generosità. E molti sono qui. Ricordo Enzo Ferragosti, Vanni Garon, Anna Marcon, Dario Urzi, Giorgio Tombola, Pietro Folena, Roberta Guarnieri, Emilio Rigatti, Daria Marini, Vanna Zoletto, Betta Lorenzoni, Barbara Giacometti, Maurizio Ponchia, Graziano Camporese e tanti altri.

Gastone, sempre col sorriso, e anche Franca, vedono distrutta la loro privacy e la loro tranquillità, ma lo accettano perché vogliono bene ai ragazzi, agli amici dei loro figli.

Un episodio solo per dare l’idea del modo di essere di Gastone, della sua generosità: quando compra nel 1962 la casa di Coste la trova con degli inquilini: ci sono Silvia, vedova, con la figlia Albina, e Letizia, una anziana signora.
Cosa fa Gastone? Le manda via? Neppure per sogno. Restano in una parte della grande casa per anni. E infatti le abbiamo conosciute anche tutti noi.

Gastone e i suoi amici amano i viaggi, la natura, le diverse popolazioni, e questo lo porta in ogni continente, con percorsi a volte davvero avventurosi.
Un lungo elenco: America Latina, Cuba, Galapagos (dove nuota con le foche), Kilimangiaro, Viet-Nam, Usa, Cina, Centro America. Credo si farebbe davvero prima a dire dove non è stato...
È attraverso questi viaggi che allarga il giro delle sue amicizie a compagni di viaggio più giovani come Franco Cardin e Alessandra De Lucia.
Conosce anche Zhang Lin che diventerà la sua compagna, con cui ha convissuto negli ultimi 20 anni.
Ma gli amici delle gite e di viaggi sono anche altri, voglio ricordare Piero e Luisa Braga, Alberto e Gianna Marigo.

Gastone, pur essendo un uomo gentile e dai modi raffinati, offre la sua amicizia anche delle persone più semplici: per esempio spesso va a funghi con mia suocera Pina, una donna molto semplice, a cui era affezionato.
Con mio papà e mia mamma – che per alcuni anni frequentano Agordo – è compagno e maestro di gite (sempre con i Tosi e i Peruzzo).

Negli anni ’80 si iscrive al PCI: è attivo nell’ufficio elettorale e poi nelle Feste de l’Unità, in particolare nell’ufficio di contabilità. Anche qui è amico affettuoso di tutti e stabilisce legami con i vecchi compagni come Luigi Stellin, Edoardo Girardi e Marisa Rettore.

Vorrei concludere parlandovi ancora per qualche attimo del carattere e della generosità di Gastone, prendendo spunto da un paio di aneddoti.

Nel 1976 con Riccardo Proto e Pietro Folena, più mia moglie Lella, decidiamo di fare un viaggio in Spagna.
Gastone - senza che ci sia una specifica richiesta - ci presta la sua Audi 100 color blu metalizzato e la sua roulotte Grazia. Ci raccomanda solo una cosa: “Con la roulotte al traino non dovete superare i 100 chilometri all’ora”.
Fu un viaggio bellissimo e tutto è filato liscio anche se il consiglio non lo abbiamo rispettato, come ben sa Riccardo...

E poi: all’inizio degli anni ’70, come raccontavo, eravamo tutti dei giovani comunisti, e una delle attività semi-notturne era quella di affiggere i manifesti o per promuovere un’iniziativa o contro la guerra in Viet-Nam, il colpo di Stato in Cile, etc...
Dopo l’affissione spesso si finiva in casa di Franca e Gastone in via Configliacchi. Potevamo essere una decina, sempre affamati (e assetati) come lupi. Subito si andava a saccheggiare il frigorifero di Gastone dove - in bell’ordine - erano preparati i suoi toast. Ricordo Luca a cucinarli alla piastra, mentre Riccardo stappava bottiglie di vino della cantina Bassi.
Facevamo un enorme casino fino alle 3 di mattina. Eppure una sola volta è apparso Gastone, in pigiama, che con fare pacato ci disse: “Per favore, ragazzi”. Nient’altro. Pare che nessuno lo abbia mai visto andare in escandescenze.

Ecco, Gastone era così: un uomo tranquillo, colto, sportivo, con una naturale disponibilità verso gli altri e di una grande generosità. Ha vissuto bene la sua vita e lo ricorderemo come una persona per bene, con grande affetto e riconoscenza.

Ciao Gastone.

Padova 16 Agosto 2017
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Articolo UNO - Movimento Democratico e Progressista di Padova si stringe a Claudio Vergerio e alla figlia Antonella per la perdita della nostra compagna Lidia Kobal.
Ci mancherà la sua dolcezza, dote rara in politica. Ci mancheranno le sue battaglie per la tutela del vecchio Portello e per un quartiere popolare, e vicino alla sua gente. E non dimenticheremo le sue battaglie per l'ambiente, per la pace e per la partecipazione, per dare alle associazioni spazi sociali.
Una compagna, Lidia, che ad ogni appuntamento della sinistra non faceva mai mancare il suo contributo di volontaria insieme a Claudio.

Porteremo il tuo sorriso, Lidia, con noi, anche per costruire una nuova sinistra alla quale crediamo e stavamo lavorando insieme. Una sinistra che sia capace di riportare dolcezza - e umanità - in politica.

Ciao Lidia, oggi le bandiere rosse sono a lutto.

Le compagne e i compagni di Articolo Uno - MDP
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